Chiesa dei SS. Ippolito e Cassiano di Mu

Descrizione

Benvenuti nella chiesa dei santi Ippolito e Cassiano, patroni della frazione di Mù. La struttura attuale risale al 1700, ma la chiesa potrebbe essere esistita, secondo alcuni studiosi, già prima del Mille, poco tempo dopo la nascita della pieve. Il primo riferimento storico, per ora, si trova in un testamento del 1422, che registra un lascito per la "chiesa di Mù". Contemporaneamente alla chiesa di S. Giovanni in Edolo, anche qui è stato effettuato un profondo e accurato restauro, ormai indispensabile per il degrado edilizio molto avanzato, dovuto all'umidità. Anche qui scavi e drenaggi, risanamento dei muri, nuovo pavimento, con nuovo impianto di riscaldamento e di illuminazione; ma anche grande attenzione, come per S. Giovanni, al migliore recupero estetico dell'edificio. 

I risultati hanno ripagato l'impegno. Le pareti interne, ripulite dalle eccessive decorazioni sovrapposte, hanno riservato preziose sorprese: le riquadrature delle lesene e del cornicione "a marmorino", di notevole qualità e suggestione estetica; ma soprattutto due affreschi nascosti da uno spesso strato di intonaco. Sono le due lunette che si vedono nel presbiterio: in quella della parete di sinistra sono rappresentati i santi Lucia, Apollonia, Rocco, Antonio abate e un altro Rocco, forse S. Rocchino; in quella di destra la parte pittorica è molto più ridotta e dovrebbe trattarsi di una Natività. Potrebbero essere opera dei Biasini, pittori che vissero a Edolo nel Cinquecento; ma serviranno più approfonditi studi e comparazioni per un'attribuzione più sicura. 

Anche il restauro della pala dell'altare maggiore, voluto, così come quello degli affreschi della volta e degli arredi lignei, per ridare alla piccola cheese tutte le sue peculiarità, ha dato risultati sorprendenti: rimovendo dalla grande tela, dopo le opportune indagini radioscopiche, le ridipinture fatte con tecniche e materiali scadenti, si è recuperata un'opera di ottima qualità pittorica e di significati diversi. La Vergine e gli angeli, che occupano la parte superiore del quadro, risultano essere quelle originali; is anti ritratti in basso, S. Giovanni Battista, S. Carlo Borromeo e S. Sebastiano erano stati trasformati nei santi Rocco, Ippolito e Cassiano, venerati quali protettori della Comunità di Mù. Resta da verificare l'impatto dell'operazione sulla devozione tradizionale degli abitanti, come resta da approfondire il significato della scritta apparsa sul margine inferiore della tela: “F.I. Pratalbuinus Capuccinus  F. 1616”. 

Si tratta infatti di fra' Giov. Francesco Benigni da Pralboino, del convento dei Cappuccini di Edolo, che il 4 giugno 1630 presentò alle Spettabili Comunità di Edolo e di Mù il progetto per la ristrutturazione della Pieve. Fu certamente persona geniale e versatile, ma non risulta finora che fosse anche pittore di così grande qualità. Qualcuno avanza, come autore della pala Palma il Giovane; fra' Giov. Francesco potrebbe essere colui che l’ha in qualche modo recuperata e posseduta. 

Apprezzabili sono anche i numerosi affreschi che ornano la volta del Presbiterio e della navata, ripuliti con apposite gomme sintetiche morbide e reintegrati in alcuni punti degradati; rappresentano episodi della vita di Gesù e della Sacra Famiglia, alcuni Dottori della Chiesa, gli Evangelisti e, nel riquadro maggiore, il martirio dei santi titolari della chiesa. Quelli della navata sembrano precedenti a quelli del presbiterio e di migliore fattura, ma non si conoscono né i tempi né gli autori. Brilla di luce propria l'anconetta dell’altare della Madonna, eretto nel 1651: per lo stile e per il periodo della costruzione si può ragionevolmente attribuire ai Ramus. La ornava, secondo testimonianze che si tramandano, una intera ancona lignea distrutta dall'umidità. L'altare sul lato destro, un tempo dedicato a S. Biagio e ora al Sacro Cuore, fu eretto nella seconda metà dell'800. 

La chiesetta, vera gioia per gli occhi e per lo spirito, resta aperta durante il giorno: bisogna avere l’avvertenza di cercare la porticina laterale che si trova sul lato destro. Il campanile di stile romanico, ben proporzionato, è simile a quello della chiesa di S. Giovanni e fu probabilmente costruito allo stesso capomastro Bortolo Boninchi, che abitava a Mù. (da “Guida di Edolo” – Edizioni Grafo 2006)